Marigole

L’ultimo capitolo dell’oro bianco

Marigole è una miniera simbolo: è stata l’ultima in assoluto a chiudere i battenti nel 2009, sotto la gestione della ditta Baritina. Quella data ha segnato la fine definitiva di un’era durata ben 115 anni.

Oggi: un luogo di cultura: Anche se i carrelli non si muovono più, Marigole è rimasta viva. Oggi la miniera è diventata un parco archeologico-industriale che ospita visite guidate, laboratori didattici per le scuole ed eventi culturali, trasformando la fatica del passato in memoria per il futuro.

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La vita nel villaggio dei minatori

Oltre alle gallerie buie, Marigole era un vero e proprio microcosmo. Lassù, a più di 1100 metri di quota, non c’erano solo i cunicoli di estrazione, ma era nato un piccolo villaggio d’alta montagna. C’erano gli alloggi per i lavoratori, la mensa, le officine dei fabbri che riparavano gli attrezzi e i depositi per il materiale. Per molti uomini della valle, Marigole è stata una seconda casa, un luogo di cameratismo e solidarietà dove si condividevano la fatica quotidiana, il freddo dell’inverno e il calore di un pasto caldo dopo ore passate al buio.

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La sfortuna del pulmino

C’è un piccolo aneddoto che rende Marigole ancora più affascinante: è una miniera che pretende rispetto e che non si fa raggiungere facilmente. La strada sterrata che sale da fondovalle, infatti, è impervia e non è praticabile con i normali pulmini o mezzi turistici. Questo isolamento ha permesso al sito di conservare intatto il suo fascino selvaggio di un tempo, come se l’orologio si fosse fermato al 2009, anno dell’ultimo cambio turno.

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